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Presente. Lo stesso sogno per ogni azienda.

Cosa vorrei da oggi. Cosa propongo adesso!

pubblicato da Mario Innocente, il 15 aprile 2009



Prendo spunto da una mail ricevuta da una cara persona oggi. In un recente post ho scritto che non bisogna pensare al passato, né al futuro, ma immaginare il presente. Naturalmente, se uno non vuole vivere, come si dice, alla giornata, vive il presente alzando di tanto in tanto lo sguardo verso l’orizzonte, per vedere o immaginare dove, ciò che sta facendo lo porterà o lo sta portando. Come nel caso dei progetti per le aziende, non si usa dire che l’obiettivo di una "pinco pallino" azienda è fare i soldi, ma piuttosto (come esempio) dare una automobile a tutti gli italiani. E questa si chiama missione o se volete, mission. Allora se viviamo il presente, possiamo mirare ad un futuro dove c’è una situazione personale migliore, oppure una vita in mezzo alla natura, o viaggiare e conoscere gente e culture diverse dalla propria.

Detto questo da oggi voglio iniziare a dire esplicitamente alle aziende e a chi legge questo blog, come la penso e cosa immagino di fare oggi per loro, immaginandone i risultati futuri. Se parliamo di marketing creativo penso sia arrivato il momento di puntare su idee innovative, almeno diverse, visto che da un po’ ormai non si inventa più niente, ridisegnare l’approccio alla vendita, per esempio, provare a ripensare ai propri prodotti o al modo di produrli.

Allora vorrei incitare le aziende, adesso, a lasciarsi andare almeno alla curiosità. Vorrei tanto non sentire più, sempre da oggi, frasi del tipo:
- abbiamo sempre fatto così;
- questa cosa non funzionerà mai;
- i nostri clienti hanno sempre acquistato questo tipo di prodotto;
- pensiamolo per la signora Maria;
- i negozianti sono tutti ignoranti, pensano solo a vendere;
- ai motociclisti tedeschi piace il nero;
- quello è un marchio e può permetterselo;
- il test sul pubblico ha dato risultati negativi;
- il nostro marchio ne risentirà;
- è colpa di questo o di quello;
- bella questa strategia di marketing...e quindi?;
- io internet non lo uso;
- perché dovremmo fare l’ennesima ricerca; eccetera eccetera. Magari potreste aiutarmi a completare la lista, poi potremmo aprire una voce sul solito Wikipedia. Che ne dite?

Bene, forza aziende, forza tutti, pensiamo a fare qualcosa adesso e a farlo bene, alzando la testa per vedere che mondo vorremmo tra un po’ di tempo. Adesso propongo di iniziare a cancellare preconcetti e dicerie, tante aziende già lo fanno, grandi o piccole, quindi iniziate a depennare dalle "vostre" liste, da subito, le voci che vi potrebbero bloccare il vostro lavoro verso un futuro migliore.

Vi stupiremo con effetti speciali... no, con un pezzo di pane!

P.S.

Ringrazio pubblicamente la persona speciale che mi ha dato lo spunto per iniziare un nuovo percorso, difficile sì, ma motivante, oscuro anche, ma con un po’ di poesia. Grazie!

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4 Messaggi del forum

  • la vita dovrebbe essere crescita`e cambiamento! ...rimanendo "fermi"(magari per paura che questi cambiamenti possono portare insicurezza e rischi)...tutto si blocca e poi col tempo si autodistrugge... per cui serve andare avanti con positivita`verso "IL NUOVO" e calcolando i rischi; credo si possa ottenere solo in questo modo il progresso con il successo e la felicita`...

    Mario,tanti complimenti per questo articolo! Cori

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    • Presente. Lo stesso sogno per ogni azienda. 23 aprile 2009 10:57, di Mario Innocente

      Grazie Cori.

      Ma si dice che chi non risica non rosica e quindi qualche rischio val pur la pena di prenderselo! In ogni caso, come dico spesso, è tutto in movimento, quindi il concetto di fermo in realtà non esiste. La terra si muove, i pianeti pure, le piante crescono, i continenti si spostano, le persone diventano grandi, invecchiano e muoiono, così come tutte le specie viventi, le nuvole corrono nel cielo, l’acqua evapora, e così potrei continuare all’infinito. Quindi perché continuare a stare fermi? Se poi pensiamo a stare fermi sulle nostre posizioni, questo è ancora peggio.

      Grazie ancora, Mario

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  • Presente. Lo stesso sogno per ogni azienda.

    27 aprile 2009 14:55, di Luca

    Caro Mario, adoro quanto scrivi e come lo scrivi. Vivo il ciclone da dentro l’azienda e stiamo attraversando questo periodo difficile con poche idee e ben confuse. Paura di scegliere. Paura di cambiare. Paura di sbagliare, sostanzialmente. E’ il modello che è inadeguato, purtroppo. La crisi è una CONVENZIONE, non dimentichiamolo, perchè quanto succede è frutto di scelte ben precise i tempi chiarissmi, come molti hanno già scritto nel blog. Io ho tirato su le maniche e passo il tempo a darmi da fare. Anche se da soli, dentro le organizzazioni, si fa ben poco.

    Un abbraccio

    Luca

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    • Crisi=convenzione 27 aprile 2009 16:39, di Mario Innocente

      Che la crisi sia in parte una convenzione penso sia vero. Almeno nel senso che se è dovuta a una cattiva o leggera (meglio) gestione dell’azienda, allora la crisi non esiste, diventa un termine convenzionale per definire che abbiamo in qualche modo sbagliato. Anch’io in passato e ancora oggi sbaglio, ma non prendo come capro espiatorio la crisi. E poi, diciamola tutta, non sarebbe ora che le proprietà delle aziende, che grazie alle elargizioni bancarie, si sono negli anni arricchiti si mettano le mani in tasca e estraggano un po’ di quattrini per salvare le proprie e altrui chiappe?

      Un abbraccio, grazie, Mario

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