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Strategie di marketing.

Dieci carte in mano.

Passo non è la cosa giusta da fare in questo momento.

pubblicato da Mario Innocente, il 26 aprile 2009



Dieci carte in mano.
La situazione attuale continua a determinare le azioni in azienda e non solo. Sembra che ci sia un grande fermo, con piccoli andirivieni, come scriveva uno scrittore e comico italiano di nome Alessandro Bergonzoni. Il suo "Il grande Fermo e i suoi piccoli Andirivieni" racconta delle mirabolanti avventure di Alvise e Wella, sperduti nell’immensità labirintica del gratta c. alla ricerca del diafano Imas, gran cerimoniere di un’inebriante e misteriosa spedizione collettiva. Tra mosche esclamative e cervi che pamplonano, una girandola d’incontri e soprassalti disegna un saliscendi di sensazioni e eccitazioni. Mi sembra che questa sia una parte della attuale situazione, non solo nel nostro paese, ma un po’ ovunque nel mondo. Da un lato i mass media che, non solo qui da noi, che fino a poco tempo fa riempivano le pagine dei giornali di titoli che richiamavano alla crisi e alle drammatiche prospettive future a cui questa avrebbe portato. Dall’altro i governi, che mettevano in allarme cittadini e imprese sulle possibili conseguenze della situazione economico/finanziaria. Ora il capovolgimento. Solo l’altro giorno, per citarne una su tutte, la Presidente di Confindustria Emma Margegaglia ha detto "La sostenibilità ambientale non è solo una necessità ma può rappresentare, se affrontato nella maniera appropriata, un potente motore di crescita oltre a superare la stretta creditizia. Noi siamo pronti a prendere le nostre responsabilità per ridurre l’emissione di gas serra ma deve essere un onere diviso tra tutti i Paesi, un impegno condiviso". Secondo Marcegaglia é necessario "trovare il giusto equilibrio tra salvaguardia ambientale, sicurezza energetica e competitività imprese". Per quanto riguarda scambi commerciali e investimenti, "troppo spesso - ha detto il presidente di Confindustria - la nozione di ’interesse nazionale’ ha distorto il commercio e la concorrenza, sprecando risorse, riducendo il valore aggiunto e il reddito (rpt, il reddito) globale. Sta succedendo, nonostante i governi, sia nei paesi avanzati che in quelli emergenti, si siano pubblicamente impegnati sull’apertura e l’accesso al mercato, sulla liberalizzazione" (Ansa). Penso che abbia ragione, in parte, ma non dice qual è il principale problema. Chi può apportare il cambiamento, oltre a noi naturalmente, sono i manager delle aziende. Ne hanno le capacità, sono stati formati per questo, oltre che per dirigere un’azienda o una parte di essa. Penso che allora, negli Istituti dove si insegna marketing, economia aziendale, comunicazione, management, dovrebbero introdurre le carte da gioco. Sembra infatti che siano lì, con una decina di buone carte in mano, tra cui quelle che nomina la Marcegaglia nel suo discorso al G8, ma non sappiano bene come giocarle, in alcuni tristi casi, nemmeno a cosa servono. E così, molte di queste aziende sono praticamente ferme. Arrivati al loro turno di gioco, passano, attendendo magari di vedere gli altri giocatori cosa faranno, immaginare le loro mosse, per poi agire di conseguenza. Nel frattempo non muovono un dito, nella paura di mettere sul tavolo la carta sbagliata. L’importante ora è fare, non aspettare il proprio turno stando a vedere cosa fanno gli altri, ma fare. Emma Marcegaglia ha ragione: chi sarà in grado di innovare, di giocare bene le sue carte ora, avrà maggiori possibilità di uscire bene da questo momento difficile (che non voglio più chiamare crisi) e di conquistarsi un posto per gli anni a venire. Ne abbiamo visti diversi di momenti difficili, soprattutto chi ha una ventina d’anni più di me, e come siamo arrivati fino a qui? Lottando e innovando. Giocando le carte e non tenendosele in mano. Occhio quindi, guardatele bene, magari avete un asso in mano ed è adesso l’ora di giocarlo, così invece di "piccoli andirivieni" e "grandi fermi", ci potrebbe essere una ripartenza.

P.S.

Come spesso accade è un problema di cultura. Ringrazio per lo spunto una carissima persona che, lavorando in una grande azienda, sta purtroppo vivendo questa situazione.

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2 Messaggi del forum

  • Dieci carte in mano.

    29 aprile 2009 22:43
    Grazie ancora Mario perchè hai centrato il bersaglio, nuovamente. E il problema, a mio avviso, non riguarda solo le grandi aziende (cui dici di esserti ispirato) ma anche molte piccole e medie aziende del Nordest. La contemplazione del mazzo di carte è preferita al gioco, l’attesa viene preferita all’azione. E’ tutto più difficile e da qualche anno (non da qualche mese) i soldi non entrano più facilmente....le spese, spesso, superano i ricavi. Che fare allora ?? Passerà ancora del tempo e andremo ancora più giù e quando il tonfo farà un rumore inaudito qualcuno farà la sua parte e giocherà una carta. E speriamo che qualcuno pensi ai tanti manager in panchina o ai tanti giovani con buone idee pronti ad uscire da questo Grande Fermo. Un abbraccio Luca

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    • Dieci carte in mano. 1 maggio 2009 10:32, di Mario Innocente

      Caro Luca, il problema è che già da molti anni le spese superano i ricavi e alcuni manager non sanno nemmeno cosa sono le carte, però purtroppo le tengono in mano. Mi ricordo il caso di un’azienda mia cliente i cui manager viaggiavano in business class Alitalia e taxi anche solo per spostarsi di qualche chilometro. E sempre per il motivo che l’immagine è tutto, la sete è zero. Purtroppo adesso, quelle aziende, soffrono la sete. Come accade in diversi campi, occorre inizialmente sostituire l’immagine con le azioni concrete, sviluppate secondo strategie ad ampio respiro che inizino a tener conto di tutti i fattori che portano a fare un business sano. Se da qualche parte bisogna iniziare penso che il movimento sia il punto iniziale. Il grande fermo non porta a niente e prima o poi ti vengon le piaghe!

      Grazie a te Luca, ti aspettiamo su queste pagine, con altri tuoi post.

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