Come in più di quarant’anni non sono cambiate le abitudini degli italiani.
pubblicato da Mario Innocente, il 5 novembre 2009

Se pensiamo che il nostro paese o almeno la nostra vita, ha bisogno di un cambiamento, a volte radicale, allora dobbiamo mettere in moto questo cambiamento. Bastano piccole azioni, dei piccoli passi, come tanti piccoli ingranaggi muovono delle lancette, come in una carrucola piccole ruote sono in grado di farci sollevare grandi pesi. Così dovremmo fare noi: piccole ma fondamentali azioni.
Facile?!
Non lo è per niente. Occhio a questa elucubrazione mattutina. Entro in un bar; ormai entro in un bar da venti anni buoni, mi avvicino al banco per fare una colazione. Non ce l’ho fatta a casa e così me la faccio al bar. Oh, allora, vediamo cosa prendo. A disposizione trovo: brioche di diversi tipi, dal cornetto alla marmellata, a quello al cioccolato, alla treccia con l’uvetta, a quella con la crema cotta, con la crema alla vaniglia, con i pezzi di cioccolato sopra, integrale con il miele, il Krapfen con marmellata o crema poi, siccome mi va di lusso che sono in pasticceria, ho anche una bella varietà di paste, tranci di torta, biscotti secchi e ripieni. Scelgo. Poi c’è da scegliere la bevanda: caffè, cappuccino, macchiatone, latte macchiato, caffè latte, sono i più gettonati, poi c’è la possibilità di concedersi un thè in diverse varianti, oppure succhi di diverse "specie". A questo punto viene da pensare che la scelta nel punto vendita è abbastanza ampia da soddisfare diversi target. Ma non è questo il punto. La pasticceria dove mi trovo e che vi ho citato come esempio, ci ha impiegato ben 12 mesi a far "assaggiare" una brioche rotonda di pasta morbida e fragrante con sopra dei piccoli pezzi di cioccolato bianco e una spruzzata di zucchero a velo, che ve la raccomando vivamente da quanto buona ed equilibrata è. 12 lunghi mesi per far sì che, comunque, una piccola parte del target scegliesse una brioche, non dico una ciambella dolce calda con sciroppo d’acero! Ma una brioche. La pasta è la stessa di quella tradizionale, la forma è simile ad altre due già note al pubblico, con solo l’aggiunta del cioccolato bianco. Posso capire che il cioccolato bianco non sia a tutti di gradimento, ma una prova almeno la vogliamo fare? Un piccolo cambiamento?
Altro esempio. Un caro amico l’anno scorso proponeva il sabato mattina, dalle 11 alle 13 circa il brunch. Quando lo seppi mi precipitai lì e mi rovinai. Mangiai così tanto che non toccai cibo la sera e la mattina seguente ebbi la nausea. Questo "personaggio" dal coraggio di un condottiero aveva organizzato bene la cosa, con tanto di bollitore americano per il caffè, fette di pane per il french toast e sciroppo d’acero direttamente dal Canada. Mitici! Aveva realizzato a computer un piccolo manifesto promozionale e una presentazione del menù con diverse alternative di brunch con prezzi annessi. Un lavoro nel punto vendita di tutto rispetto, che gli dava una differenziazione dai suoi concorrenti, con la prospettiva di prendere quella fetta di target esterofila e sensibile al cambiamento. Il risultato? Il primo sabato si era in 6. Il secondo sabato il boom con 12 persone, il terzo sabato 8 coperti, il quarto era tanto se c’erano 3 persone. Il quinto sabato ho iniziato a coinvolgere amici e amiche cercando di farlo diventare un piccolo appuntamento prima di un giro a shopping nelle vie del centro. Totale durata del "prodotto", ben 2 mesi. Io lo ritengo tuttora un gran successo in una città di provincia quale è Padova. E poteva andare peggio. Ma la cosa che più lascia sconcertati è che hanno smesso di farlo perché i clienti si son trovati disorientati e a molti dava fastidio il """"leggero"""" odore di salato che c’era nel locale.
Cambiamento significa comunque insistere. Penso che sia impossibile, considerando la nostra cultura, scalfire brioche e cappuccino, io è vent’anni che li vedo e se penso a Nanni Loy, sono ben di più. Però in questo locale che vi ho citato, che propose per ben due mesi il brunch potete trovare le fette di pane con la marmellata, dei piccoli panini con la nutella, delle coppette di yoghurt con la frutta, brioche salate, fette di torta fatta in casa, plum cake, oltre alle "solite brioche". Un piccolo passo che molti potrebbero fare per differenziarsi non con il prezzo, scendendo al compromesso della brioche surgelata che li fa guadagnare di più, ma con un’offerta più ampia e moderna. Offerta che se così fatta può far guadagnare ben di più. Se lo stesso concetto della mia elucubrazione mattutina lo trasportiamo, che ne so, nel settore dell’industria del mobile, o della calzatura ancor meglio, ci accorgiamo che serve a poco ridurre i costi di produzione o di gestione se non differenziamo l’offerta facendoci notare. La ricetta è ben complessa!