Selezione dei lavori del primo appello creativo.
pubblicato da Mario Innocente, il 11 ottobre 2009
Il 5 ottobre scorso presso gli spazi di Material Connexion alla Triennale di Milano si è svolta la selezione dei lavori del primo appello creativo del progetto WHAT’S MORE ALIVE THAN YOU™. Il momento è stato interessante sotto diversi aspetti. Innanzitutto vedere lavori provenienti da 29 paesi ci ha permesso di assaporare diverse culture e stili creativi, in secondo luogo ci ha permesso di misurarci sul concetto di moda. Come ben sappiamo questo settore è da qualche tempo in forte crisi. Un po’ dipende dal fatto che il sistema commerciale è arrivato al collasso e se qualcuno non la pensa così, diciamo che presto potrebbe collassare, dati gli alti prezzi al consumo, spesso poco giustificati dalla qualità della produzione. Altro importante fattore è che sembra esserci una forte carenza creativa. Sempre più spesso si vedono aziende rivolgersi ad università e, di conseguenza, a menti fresche per cercare spunti per nuovi prodotti. Spesso però occorre una predisposizione allo sviluppo di tali idee. I giovani infatti non hanno vincoli dettati da esigenze di collezione o, peggio, da richieste del "mercato", inteso questo come richieste da parte di negozianti. C’è infatti da sottolineare come la filiera porti a nascondere quelle che sono le reali esigenze del mercato. In passato mi è capitato infatti di appurare come la forza vendita porti in azienda esigenze che non sono poi riscontrabili in quelle del cliente finale, ma piuttosto dal negoziante. Si vende quello che viene esposto in vetrina e molti negozianti questo non lo concepiscono, pensando di immaginare ciò che il pubblico desidera.
WHAT’S MORE ALIVE THAN YOU™ da questo punto di vista, apre le porte ad un approccio alla "moda" prospetticamente differente. Parte da un altro punto di vista, quello del pubblico finale, di coloro che non si vogliono omologare e che cercano nel prodotto una qualità vera, fatta di idee, materiali e manifattura eccellenti. Sembra un po’ una banalità, ma sappiate che molte delle marche che trovate nei punti vendita hanno prezzi caricati di 2,7 punti percentuali che non corrispondono affatto ad un valore reale, visto che spesso sono fatti all’estero con costi di produzione tirati all’osso. Aziende produttrici che guadagnano poco e commercianti che ricaricano due volte, due volte e mezza il costo e spesso finiscono con non vendere tutta la merce di stagione.
Questo progetto fashion-art vuole invece dare la possibilità al pubblico di accedere a dei prodotti unici, lavorati in Italia e costruiti grazie ad una ricerca su materiali innovativi e questo grazie a partner come Vibram, Material Connexion e il Gruppo Giovanni Crespi, da sempre spinti all’innovazione stilistica e tecnologica.
Il 5 ottobre è stat una giornata che ci ha permesso di capire che tutto questo è possibile. Abbiamo sentito l’entusiasmo di partner produttivi che hanno visto nei progetti la possibilità di poter lavorare verso l’innovazione, di poter in qualche modo contribuire a cambiare la prospettiva e dare uno spunto al settore della moda, che ha la possibilità, con cambiamenti decisi, di superare questo difficile momento.