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	<title>Il mio sito SPIP</title>
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		<title>Cappuccino e brioche. La colazione all'italiana.</title>
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		<dc:creator>Mario Innocente</dc:creator>

<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique15">&gt; DISTRAZIONI</category>


		<description>Se pensiamo che il nostro paese o almeno la nostra vita, ha bisogno di un cambiamento, a volte radicale, allora dobbiamo mettere in moto questo cambiamento. Bastano piccole azioni, dei piccoli passi, come tanti piccoli ingranaggi muovono delle lancette, come in una carrucola piccole ruote sono in grado di farci sollevare grandi pesi. Cos&#236; dovremmo fare noi: piccole ma fondamentali azioni.

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&lt;a href="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique15" rel="directory"&gt;&gt; DISTRAZIONI&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.talentoabc.com/spip/IMG/arton90.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;300&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Se pensiamo che il nostro paese o almeno la nostra vita, ha bisogno di un cambiamento, a volte radicale, allora dobbiamo mettere in moto questo cambiamento. Bastano piccole azioni, dei piccoli passi, come tanti piccoli ingranaggi muovono delle lancette, come in una carrucola piccole ruote sono in grado di farci sollevare grandi pesi. Cos&#236; dovremmo fare noi: piccole ma fondamentali azioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Facile?!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Non lo &#232; per niente. Occhio a questa elucubrazione mattutina. Entro in un bar; ormai entro in un bar da venti anni buoni, mi avvicino al banco per fare una colazione. Non ce l'ho fatta a casa e cos&#236; me la faccio al bar. Oh, allora, vediamo cosa prendo. A disposizione trovo: brioche di diversi tipi, dal cornetto alla marmellata, a quello al cioccolato, alla treccia con l'uvetta, a quella con la crema cotta, con la crema alla vaniglia, con i pezzi di cioccolato sopra, integrale con il miele, il &lt;a href=&quot;http://ricette.giallozafferano.it/Krapfen.html&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Krapfen&lt;/a&gt; con marmellata o crema poi, siccome mi va di lusso che sono in pasticceria, ho anche una bella variet&#224; di paste, tranci di torta, biscotti secchi e ripieni. Scelgo.
Poi c'&#232; da scegliere la bevanda: caff&#232;, cappuccino, macchiatone, latte macchiato, caff&#232; latte, sono i pi&#249; gettonati, poi c'&#232; la possibilit&#224; di concedersi un th&#232; in diverse varianti, oppure succhi di diverse &quot;specie&quot;. A questo punto viene da pensare che la scelta nel punto vendita &#232; abbastanza ampia da soddisfare diversi target. Ma non &#232; questo il punto. La pasticceria dove mi trovo e che vi ho citato come esempio, ci ha impiegato ben 12 mesi a far &quot;assaggiare&quot; una brioche rotonda di pasta morbida e fragrante con sopra dei piccoli pezzi di cioccolato bianco e una spruzzata di zucchero a velo, che ve la raccomando vivamente da quanto buona ed equilibrata &#232;. 12 lunghi mesi per far s&#236; che, comunque, una piccola parte del target scegliesse una brioche, non dico una ciambella dolce calda con sciroppo d'acero! Ma una brioche. La pasta &#232; la stessa di quella tradizionale, la forma &#232; simile ad altre due gi&#224; note al pubblico, con solo l'aggiunta del cioccolato bianco.
Posso capire che il cioccolato bianco non sia a tutti di gradimento, ma una prova almeno la vogliamo fare? Un piccolo cambiamento?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Altro esempio. Un caro amico l'anno scorso proponeva il sabato mattina, dalle 11 alle 13 circa il brunch. Quando lo seppi mi precipitai l&#236; e mi rovinai. Mangiai cos&#236; tanto che non toccai cibo la sera e la mattina seguente ebbi la nausea. Questo &quot;personaggio&quot; dal coraggio di un condottiero aveva organizzato bene la cosa, con tanto di bollitore americano per il caff&#232;, fette di pane per il &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=DRyTaSflfqo&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;french toast&lt;/a&gt; e sciroppo d'acero direttamente dal Canada. Mitici! Aveva realizzato a computer un piccolo manifesto promozionale e una presentazione del men&#249; con diverse alternative di brunch con prezzi annessi. Un lavoro nel punto vendita di tutto rispetto, che gli dava una differenziazione dai suoi concorrenti, con la prospettiva di prendere quella fetta di target esterofila e sensibile al cambiamento.
Il risultato? Il primo sabato si era in 6. Il secondo sabato il boom con 12 persone, il terzo sabato 8 coperti, il quarto era tanto se c'erano 3 persone. Il quinto sabato ho iniziato a coinvolgere amici e amiche cercando di farlo diventare un piccolo appuntamento prima di un giro a shopping nelle vie del centro. Totale durata del &quot;prodotto&quot;, ben 2 mesi. Io lo ritengo tuttora un gran successo in una citt&#224; di provincia quale &#232; Padova. E poteva andare peggio. Ma la cosa che pi&#249; lascia sconcertati &#232; che hanno smesso di farlo perch&#233; i clienti si son trovati disorientati e a molti dava fastidio il &quot;&quot;&quot;&quot;leggero&quot;&quot;&quot;&quot; odore di salato che c'era nel locale.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cambiamento significa comunque insistere. Penso che sia impossibile, considerando la nostra cultura, scalfire brioche e cappuccino, io &#232; vent'anni che li vedo e se penso a Nanni Loy, sono ben di pi&#249;. Per&#242; in questo locale che vi ho citato, che propose per ben due mesi il brunch potete trovare le fette di pane con la marmellata, dei piccoli panini con la nutella, delle coppette di yoghurt con la frutta, brioche salate, fette di torta fatta in casa, plum cake, oltre alle &quot;solite brioche&quot;. Un piccolo passo che molti potrebbero fare per differenziarsi non con il prezzo, scendendo al compromesso della brioche surgelata che li fa guadagnare di pi&#249;, ma con un'offerta pi&#249; ampia e moderna. Offerta che se cos&#236; fatta pu&#242; far guadagnare ben di pi&#249;. Se lo stesso concetto della mia elucubrazione mattutina lo trasportiamo, che ne so, nel settore dell'industria del mobile, o della calzatura ancor meglio, ci accorgiamo che serve a poco ridurre i costi di produzione o di gestione se non differenziamo l'offerta facendoci notare. La ricetta &#232; ben complessa!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Una pacca sulla spalla.</title>
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		<dc:creator>Mario Innocente</dc:creator>

<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique15">&gt; DISTRAZIONI</category>


		<description>Cammino per il centro. In una zona affollata di coppie con bambini, ragazzi e persone che dialogano di politica o del pi&#249; e del meno, mi avvicino all'edicola per acquistare il giornale. Proprio dietro di me due persone parlano del momento economico difficile, della complessit&#224; di gestire serenamente anche i momenti quotidiani o familiari. Ci sono pochi soldi e quelli che ci sono sembrano non bastare mai o dissolversi nel nulla in un batter di ciglia.

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&lt;a href="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique15" rel="directory"&gt;&gt; DISTRAZIONI&lt;/a&gt;


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cammino per il centro. In una zona affollata di coppie con bambini, ragazzi e persone che dialogano di politica o del pi&#249; e del meno, mi avvicino all'edicola per acquistare il giornale. Proprio dietro di me due persone parlano del momento economico difficile, della complessit&#224; di gestire serenamente anche i momenti quotidiani o familiari. Ci sono pochi soldi e quelli che ci sono sembrano non bastare mai o dissolversi nel nulla in un batter di ciglia. E poi c'&#232; l'incertezza politica, fatta di notizie inutili che non parlano dei veri problemi del nostro paese. Sembra invece di tornare al tempo dei romani quando il motto era dare divertimento e da mangiare al popolo per tenerlo a bada. Questi gli argomenti. Cos&#236;, apro il giornale facendo finta di leggere e mi avvicino per sentire meglio. E qui arriva il bello.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Anche altre persone nella piazza antistante l'edicola sembrano parlare degli stessi argomenti. All'inizio penso sia come per i funghi, quando ne vedi uno poi li vedi tutti, ma non &#232; cos&#236;, gli argomenti sono davvero gli stessi. E quelle due persone che avevo sentito prima non sono altro che una parte dei cittadini insicuri, insoddisfatti e impauriti, che affollano le nostre citt&#224;.
Ma la cosa che pi&#249; mi ha lasciato basito e che &#232; poi spunto per questo post &#232; che questi discorsi finiscono sempre con una pacca sulla spalla.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gi&#224;, una bella pacca sulla spalla!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&quot;Dai vedrai che tutto si sistemer&#224;, qualcosa cambier&#224;, prima o poi cambier&#224;...&quot; e gi&#249; una sonora pacca sulla spalla. E cos&#236; se ci si fa caso in giro tante belle e sonore pacche sulle spalle. Vedrete tutto cambier&#224; prima o poi e gi&#249; una pacca sulla spalla.
A parte che mi fa un po' girare le scatole ricevere una pacca sulla spalla. Tutti i giorni anche da giornali e tivv&#249; riceviamo sonore pacche sulle spalle. Cos&#236; come dal governo o dall'ISTAT, che in quanto a pacche sulle spalle &#232; maestra.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Allora, volete anche voi una bella pacca sulle spalle o pensate che questo non serva a cambiare le cose? Pensate che questo centri gran poco con il blog? Non penso! Rifletteteci!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fatevi un giro sul web:
&lt;a href=&quot;http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080420045443AA7Y7Ta&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;&quot;Dipende dal contesto pu&#242; significare &quot;buona fortuna&quot; ma anche &quot;ciao, come stai?&quot; o &quot;ciao, a presto&quot; o ancora &quot;mi dispiace, fatti forza&quot;&quot;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; alla Triennale di Milano.</title>
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<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique14">&gt; WORK IN PROGRESS</category>


		<description>Il 5 ottobre scorso presso gli spazi di Material Connexion alla Triennale di Milano si &#232; svolta la selezione dei lavori del primo appello creativo del progetto WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482;. Il momento &#232; stato interessante sotto diversi aspetti. Innanzitutto vedere lavori provenienti da 29 paesi ci ha permesso di assaporare diverse culture e stili creativi, in secondo luogo ci ha permesso di misurarci sul concetto di moda.

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&lt;a href="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique14" rel="directory"&gt;&gt; WORK IN PROGRESS&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il 5 ottobre scorso presso gli spazi di Material Connexion alla Triennale di Milano si &#232; svolta la selezione dei lavori del primo appello creativo del progetto WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482;. Il momento &#232; stato interessante sotto diversi aspetti. Innanzitutto vedere lavori provenienti da 29 paesi ci ha permesso di assaporare diverse culture e stili creativi, in secondo luogo ci ha permesso di misurarci sul concetto di moda.
Come ben sappiamo questo settore &#232; da qualche tempo in forte crisi. Un po' dipende dal fatto che il sistema commerciale &#232; arrivato al collasso e se qualcuno non la pensa cos&#236;, diciamo che presto potrebbe collassare, dati gli alti prezzi al consumo, spesso poco giustificati dalla qualit&#224; della produzione.
Altro importante fattore &#232; che sembra esserci una forte carenza creativa. Sempre pi&#249; spesso si vedono aziende rivolgersi ad universit&#224; e, di conseguenza, a menti fresche per cercare spunti per nuovi prodotti. Spesso per&#242; occorre una predisposizione allo sviluppo di tali idee. I giovani infatti non hanno vincoli dettati da esigenze di collezione o, peggio, da richieste del &quot;mercato&quot;, inteso questo come richieste da parte di negozianti.
C'&#232; infatti da sottolineare come la filiera porti a nascondere quelle che sono le reali esigenze del mercato. In passato mi &#232; capitato infatti di appurare come la forza vendita porti in azienda esigenze che non sono poi riscontrabili in quelle del cliente finale, ma piuttosto dal negoziante. Si vende quello che viene esposto in vetrina e molti negozianti questo non lo concepiscono, pensando di immaginare ci&#242; che il pubblico desidera.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; da questo punto di vista, apre le porte ad un approccio alla &quot;moda&quot; prospetticamente differente. Parte da un altro punto di vista, quello del pubblico finale, di coloro che non si vogliono omologare e che cercano nel prodotto una qualit&#224; vera, fatta di idee, materiali e manifattura eccellenti. Sembra un po' una banalit&#224;, ma sappiate che molte delle marche che trovate nei punti vendita hanno prezzi caricati di 2,7 punti percentuali che non corrispondono affatto ad un valore reale, visto che spesso sono fatti all'estero con costi di produzione tirati all'osso. Aziende produttrici che guadagnano poco e commercianti che ricaricano due volte, due volte e mezza il costo e spesso finiscono con non vendere tutta la merce di stagione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questo progetto fashion-art vuole invece dare la possibilit&#224; al pubblico di accedere a dei prodotti unici, lavorati in Italia e costruiti grazie ad una ricerca su materiali innovativi e questo grazie a partner come Vibram, Material Connexion e il Gruppo Giovanni Crespi, da sempre spinti all'innovazione stilistica e tecnologica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il 5 ottobre &#232; stat una giornata che ci ha permesso di capire che tutto questo &#232; possibile. Abbiamo sentito l'entusiasmo di partner produttivi che hanno visto nei progetti la possibilit&#224; di poter lavorare verso l'innovazione, di poter in qualche modo contribuire a cambiare la prospettiva e dare uno spunto al settore della moda, che ha la possibilit&#224;, con cambiamenti decisi, di superare questo difficile momento.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Il grande primo passo di WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482;.</title>
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		<description>Ormai sapete diverse cose su questo progetto fashion-art internazionale WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482;, sicuramente sapete che si tratta di un nuovo modo di concepire calzature, borse e accessori, rendendoli opere d'arte da indossare. Sicuramente ricorderete anche che per fare ci&#242; sono stati coinvolti persone di tutte le et&#224; in ben 82 paesi nel mondo. Cos&#236; come ricorderete che &#232; il primo &quot;brand&quot; fashion ad avere dei partner anche di carattere istituzionale, come Universit&#224; e Associazioni (...)

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&lt;a href="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique14" rel="directory"&gt;&gt; WORK IN PROGRESS&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.talentoabc.com/spip/IMG/arton89.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;145&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ormai sapete diverse cose su questo progetto fashion-art internazionale WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482;, sicuramente sapete che si tratta di un nuovo modo di concepire calzature, borse e accessori, rendendoli opere d'arte da indossare. Sicuramente ricorderete anche che per fare ci&#242; sono stati coinvolti persone di tutte le et&#224; in ben 82 paesi nel mondo. Cos&#236; come ricorderete che &#232; il primo &quot;brand&quot; fashion ad avere dei partner anche di carattere istituzionale, come Universit&#224; e Associazioni artistiche. Bene, ci&#242; che ancora non sapete &#232; l'esito del primo concorso creativo, attraverso il quale WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; ha iniziato a raccogliere le idee delle persone intorno al mondo; iniziato perch&#233; questo concorso che si &#232; chiuso lo scorso 31 luglio, non &#232; altro che il primo di una lunga serie, che vede protagonisti, oltre che le persone, anche Universit&#224;, Associazioni e Fondazioni di tantissimi paesi e di tantissime culture diverse.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Vi diamo quindi un po' di numeri che possono darvi l'idea del primo piccolo passo compiuto da questa nuova stella del fashion.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Hanno risposto all'appello del concorso persone da 53 paesi, che hanno scaricato dal sito il bando di concorso. Sono arrivati progetti da 35 paesi riguardanti calzature, borse e accessori. L'et&#224; delle persone varia dai 18 anni di una ragazza americana ai 46 anni di un ragazzo indiano residente in Finlandia. In totale hanno partecipato 1702 persone, in prevalenza donne, mentre il numero totale dei progetti non ci &#232; permesso fornirlo, ma i conti son presto fatti considerando che molte persone che hanno partecipato hanno inviato pi&#249; di un progetto; una ragazza tailandese addirittura 10 progetti di calzature e 3 progetti di borse. Le universit&#224; che hanno aderito sono in totale 850.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un risultato di tutto rispetto se pensiamo che tutto ci&#242; &#232; stato realizzato esclusivamente utilizzando Internet come canale di comunicazione e marketing, sperimentando anche metodologie diverse da quelle tradizionali molto dispendiose in termini economici. Una nota da fare &#232; che a memoria nessuno dei marchi della moda che ora conosciamo si &#232; fatto conoscere in cos&#236; tanti paesi e in cos&#236; poco tempo (40 giorni per 54 paesi). Questo &#232; dipeso dal giusto equilibrio dato principalmente dall'idea di fondo, supportata dallo studio attento del messaggio, basata sull'analisi attenta delle diverse culture, e dalle tecnologie e metodologie utilizzate.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Delux, come i grandi marchi hanno spento il lusso.</title>
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		<dc:creator>Mario Innocente</dc:creator>

<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique16">&gt; IN LIBRERIA, IN EDICOLA</category>


		<description>Vi vorrei consigliare un libro interessante che, oltre a presentare la storia di alcuni grandi marchi e a raccontarne aneddoti particolari, apre una finestra sul concetto di lusso.

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dopo un lungo periodo di assenza eccoci qui, ancora tra voi.
Vi vorrei consigliare un libro interessante che, oltre a presentare la storia di alcuni grandi marchi e a raccontarne aneddoti particolari, apre una finestra sul concetto di lusso.
Spesso ho pensato proprio al significato di lusso e ci&#242; che mi &#232; sempre venuto in mente &#232;, ad esempio, non possedere l'auto o permettersi di lavorare quando pi&#249; ci piace o, meglio ancora, avere sempre la possibilit&#224; di gestirsi il tempo libero e gli spazi dedicati a se stessi o alla famiglia o agli amici. Questo &#232; il vero lusso. Qui emerge in un certo senso proprio questo significato, anche se il libro &#232; per lo pi&#249; incentrato su come i grandi marchi abbiano, nel tempo, creato omologazione, spegnendo (come suggerisce il sotto titolo) il lusso e trasformando oggetti prima preziosi, artigianali, ricercati e particolari, in oggetti quasi d'uso o almeno di costume comune. Ve lo consigliamo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Un libro di Dana Thomas edito da DEA.
Altre informazioni su &lt;a href=&quot;http://www.danathomas.com/&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;Dana Thomas&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Di nuovo tra voi.</title>
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		<description>Decisamente &#232; passato un po' di tempo dall'ultimo post pubblicato, lo so, ma siamo stati decisamente presi con il progetto WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; che ci ha visti impegnati per tutta l'estate.

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Decisamente &#232; passato un po' di tempo dall'ultimo post pubblicato, lo so, ma siamo stati decisamente presi con il progetto WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; che ci ha visti impegnati per tutta l'estate. Una calda estate che ci ha anche messo nella testa una serie di idee che a breve vorremmo portare a compimento. Idee che riguardano molto il campo del web e della comunicazione e marketing utilizzando questi mezzi. Le possibilit&#224; sono ampie, come pi&#249; volte da molti sottolineato e c'&#232; un mare di proposte, di servizi, di idee e attivit&#224; in questo campo, ma c'&#232; anche molto da inventare e (non riguarda noi) da innovare.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Approfitteremo anche delle pagine di questo nostro blog per aprire nuovi argomenti di discussione orientati alla formazione. Dopo alcuni mesi passati a darvi dei suggerimenti o a solleticare la vostra fantasia e, ancor di pi&#249;, ad aprirvi la mente, abbiamo pensato di incentivare queste attivit&#224; con dei contenuti un po' pi&#249; formativi. Naturalmente lo faremo un pochino a modo nostro, non utilizzeremo metodologie formative, diciamo, dirette ma lo faremo attraverso i post di alcune nuove rubriche che apriremo da ottobre, mese in cui ormai i fumi delle vacanze estive se ne saranno definitivamente andati.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Stiamo lavorando inoltre ad aprire nuove collaborazioni, sia in termini di marketing creativo, con dei colleghi milanesi, sia sul fronte della comunicazione attraverso il web. Queste collaborazioni saranno rivolte fondamentalmente allo sviluppo di servizi nuovi cercando di rendere sempre pi&#249; concrete le idee che ci passano per la mente.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Buona lettura.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Come arrivare in 54 paesi in 40 giorni.</title>
		<link>http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?article77</link>
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		<dc:creator>Mario Innocente</dc:creator>

<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique12">&gt; INTERNET 2.ECC</category>


		<description>Il 31 luglio si &#232; chiuso il primo dei concorsi creativi indetti da WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; attraverso una rete di migliaia di Universit&#224; in 82 paesi, per la realizzazione della prima e unica collezioni di calzature, borse e accessori, disegnate da persone di tutto il mondo e realizzate esclusivamente in Italia.

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&lt;a href="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique12" rel="directory"&gt;&gt; INTERNET 2.ECC&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.talentoabc.com/spip/IMG/arton77.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;394&quot; height=&quot;81&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il 31 luglio si &#232; chiuso il primo dei concorsi creativi indetti da WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; attraverso una rete di migliaia di Universit&#224; in 82 paesi, per la realizzazione della prima e unica collezioni di calzature, borse e accessori, disegnate da persone di tutto il mondo e realizzate esclusivamente in Italia.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;la cosa interessante (non la sola) in questo progetto &#232; il modo di comunicarlo utilizzando la rete Internet. Non staremo qui ad enunciarvi la metodologia, dove un po' di riservatezza &#232; d'obbligo, ma ad accennarvi l'idea e i risultati ottenuti con la stessa.
L'idea di fondo e la vera innovazione &#232; mescolare le metodologie. Ovvero non pensare ad Internet come all'unico strumento di comunicazione per lo sviluppo di un progetto che, di fatto, &#232; solo on-line, ma pensare invece che non tutti navigano in internet (vedi per esempio il target lusso) e che il computer, un qualsiasi computer al mondo, ad una certa ora, in un certo momento (e fortunatamente) viene spento. Molte persone non passano tutto il loro tempo davanti ad un monitor facendo ricerche sul web, n&#233; tantomeno cercando l'ultima tendenza. La voce gli arriva attraverso amici o conoscenti o da quelle persone cos&#236; dette innovatori, in grado anche di aver voce in capitolo. Quindi abbiamo pensato a fondere insieme ci&#242; che si fa usualmente in un ufficio stampa e ci&#242; che avviene on-line non solo nei social network, ma come comportamento stesso delle persone.
Occorre non dimenticare che dobbiamo proporre inizialmente una notizia, cos&#236; facendo avremo due vantaggi: il primo che verremo pubblicati senza richieste di acquisto spazi pubblicitari, la seconda che la notizia ha pi&#249; presa nel pubblico, proprio perch&#233; non &#232; una pubblicit&#224; e quindi, in un certo senso, un'imposizione. Occorre per&#242; dare la notizia nei punti giusti. Come sostiene Gladwell nel suo &quot;Il punto critico&quot; bastano poche persone a promuovere l'informazione, basta solo che la voce e l'opinione di quelle persone, abbia un alto livello di rispetto in altri individui. Un po' il gioco dell'oste. Se chiediamo all'oste se &quot;quel vino&quot; &#232; buono, probabilmente non ci dir&#224; di no, ma se leggiamo in una rispettabile e quotata rivista di vini che &quot;quel vino&quot; &#232; buono, allora &#232; pi&#249; probabile che lo assaggeremo. Dietro non tutti sanno che in un certo qual modo, c'&#232; l'oste, ovvero un ufficio stampa della casa vinicola che ha fatto scrivere l'articolo. Il risultato finale per&#242; &#232; alto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Cos&#236; per la comunicazione del progetto WHAT'S MORE ALIVE THAN YOU&#8482; sono stati individuati dei nodi, una serie di punti, che noi ci immaginiamo fisicamente nel web, in grado di metterci immediatamente in comunicazione con molti altri collegamenti o con altri nodi a loro volta.
Questo metodo, unito alla metodologia di ufficio stampa tradizionale, con l'aggiunta di un software per l'invio della posta, ha permesso di ottenere risposte da bel 54 paesi, 6 dei quali non erano nella lista degli 82 iniziali. Ci&#242; sta a significare che dagli 82 sono partite delle comunicazioni da alcuni nodi verso altri paesi in qualche modo collegati con i primi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il tutto in soli 45 giorni. Questo perch&#233; la velocit&#224; di Internet &#232; di molto superiore a quella di qualsiasi altro mezzo di comunicazione di massa, almeno a livello internazionale. Se pensiamo ad un quartiere forse sarebbe pi&#249; rapido prendere una macchina e con un altoparlante girare per le vie urlando ci&#242; che abbiamo da vendere.
Attenzione per&#242;: in entrambi i casi il messaggio conta e conta anche a chi arriva, perch&#233; da quel quartiere potrebbe facilmente propagarsi in tutta la citt&#224;!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Non oltrepassare la linea gialla.</title>
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		<dc:creator>Mario Innocente</dc:creator>

<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique11">&gt; MARKETING AND MORE</category>


		<description>Siamo in stazione, una qualsiasi stazione con uno di quei annunciatori automatici che pronuncia frasi sommando singole parole. Sta per arrivare il treno e, dopo aver annunciato di quale treno si tratta, l'annuncio si chiude con la frase: &quot;...attenzione, non oltrepassare la linea gialla&quot;. Alcune volte a questa frase si aggiunge anche: &quot;...&#232; vietato aprire le porte prima che il treno non sia completamente fermo&quot; (o qualcosa di simile, l'importante &#232; il concetto).

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.talentoabc.com/spip/IMG/arton76.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;600&quot; height=&quot;449&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Siamo in stazione, una qualsiasi stazione con uno di quei annunciatori automatici che pronuncia frasi sommando singole parole. Sta per arrivare il treno e, dopo aver annunciato di quale treno si tratta, l'annuncio si chiude con la frase: &quot;...attenzione, non oltrepassare la linea gialla&quot;. Alcune volte a questa frase si aggiunge anche: &quot;...&#232; vietato aprire le porte prima che il treno non sia completamente fermo&quot; (o qualcosa di simile, l'importante &#232; il concetto).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Siamo in tangeziale, una di quelle che fa il giro della citt&#224;, ha tre corsie e la corsia d'emergenza. In alcuni punti l'asfalto non &#232; dei migliori e in qualche tratto si vede la &quot;toppa&quot; di asfalto di colore pi&#249; scuro, steso di recente. Le corsie sono di larghezza simile a quelle autostradali, a separare le due carreggiate anche un bel guard rail di quelli a doppia barriera. Un cartello stradale indica il limite di velocit&#224; dei 90 chilometri all'ora.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Questa volta siamo in autostrada. Ad un certo punto dei cartelli avvisano che circa 1700 metri pi&#249; in l&#224; troveremo dei lavori in corso. Dopo alcune centinaia di metri un grande cartello rettangolare giallo ci illustra che le tre corsie dell'autostrada subiranno una deviazione verso destra. Successivamente, un secondo cartello ci avvisa anche che queste tre corsie avranno una larghezza ridotta rispetto a quella normale. In rapida successione troviamo una serie di cartelli, in questo caso facciamo siano tre, che indicano il cambio di limite di velocit&#224;, che dai 130 della marcia normale, passa a 110, 90, 60 chilometri all'ora.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Siamo al supermercato. Ha appena aperto e nel reparto dei freschi un addetto ha da poco passato lo straccio per pulire per terra dopo che altri suoi colleghi, o lui stesso, hanno sistemato frutta e ortaggi in bella mostra. Solitamente il pavimento &#232; di gress, in alcuni casi m'&#232; capitato anche di vedere del prefinito in legno, in ogni caso l'addetto, prima di deporre lo spazzettone o il mocio, lascia sul campo un bel cartello giallo con l'effige di un poveretto che svola chiappe all'aria e sotto la scritta: &quot;attenzione, pavimento bagnato&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Venezia, esterno giorno (o notte, come preferite). Una delle pi&#249; belle citt&#224; del mondo si apre attorno a voi. Canali, ponti, palazzi, tutto sembra essere ancora dipinto in quadro del Canaletto. Milioni di turisti affollano questa citt&#224; durante tutto l'anno, sono inarrestabili, nemmeno l'alta marea li ferma anzi, alcuni di loro, divertiti, scendono dalle passerelle e intingono i piedi nell'acqua e si fanno una raffica di foto, a loro e alle calli e piazze e campielli semi sommersi. Tutto intorno &#232; bellissimo, non a caso la definiscono, insieme a Parigi, la citt&#224; per eccellenza degli innamorati. E due di loro son proprio l&#236;, a camminare mano nella mano su un rio stretto con a fianco il canale che riflette le loro figure. Proprio un bel quadretto.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Bene. Il caldo mi manda via di testa oppure tutto ci&#242; che ho scritto finora ha un senso?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ebbene ce l'ha.
Tipo la Settimana Enigmistica, sapreste dirmi quali tra questi esempi sopra citati hanno tra loro qualcosa in comune? E cosa centra tutto ci&#242; con le strategie di marketing?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ok, lo ammetto, stavolta son partito da distante, ma centrano tutti con il marketing e anche con la comunicazione, anche se per i primi due la strategia di marketing adottata non premia il &quot;consumatore&quot;. Infatti l'annunciare di stare dietro la linea gialla, piuttosto di non aprire le porte prima che il treno sia completamente fermo (e vi vorrei vedere farlo... se ci riuscite), implicano un sollevarsi da ogni responsabilit&#224; in merito ad incidenti che si dovessero verificare in entrambi i casi. A Berlino, aspettavo la S Bahn alla stazione di Unter den Linden. A terra una linea tratteggiata fatta con della pietra tono su tono con il resto della banchina. All'improvviso il rumore del treno e in un attimo questo era fermo in stazione. Nessuna voce mi aveva avvisato che stava sopraggiungendo n&#233; di starmene dietro la linea gialla (che, tra l'altro manco c'era).
Penso sia abbastanza chiaro che se arriva un treno tu debba startene ben distante, almeno quel tanto che basta da evitare di andarci a sbattere contro. Nelle stazioni italiane, molto spesso il macchinista che vede qualche pirla troppo vicino alla rotaia, aziona il fischio cos&#236; da &quot;svegliarlo fuori&quot;. Quando da ragazzino, con mio padre, frequentavo molto di pi&#249; le stazioni e appassionato di fermodellismo conoscevo ogni modello di locomotore a memoria, non c'erano a terra n&#233; linee gialle, n&#233; tanto meno la voce all'altoparlante (al tempo di una persona in carne ed ossa) annunciava di non aprire le porte prima che il convoglio non si fosse completamente fermato. Eravamo pi&#249; intelligenti o solo pi&#249; imprudenti? Forse non accadevano tanti incidenti da predisporre una cos&#236; attenta e accorta serie di indicazioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Passiamo all'esempio dell'autostrada. Avete mai provato a percorrere la zona dei lavori in corso, magari proprio su un tratto a tre corsie ristrette a 60 chilometri all'ora cos&#236; come indicato dalla segnaletica? Non provateci, verreste sicuramente tamponati e, nel caso peggiore, da un autocarro. Il che non sarebbe proprio il massimo della vita. Quindi, detto questo, se per ipotesi piazzassimo un misuratore di velocit&#224; laser in prossimit&#224; di quel tratto, noteremmo come nessun veicolo (fortunatamente) procede alla velocit&#224; imposta dalla segnaletica.
Perch&#233; allora mettere un limite cos&#236; ridicolo e pericoloso? Negli ultimi tre anni ho percorso una decina di volte il valico del Brennero in diverse stagioni e con diverse condizioni di traffico e meteo. Poco dopo il valico son da poco terminati i lunghissimi lavori sul viadotto prima del casello austriaco dove si paga appunto il pedaggio del ponte. In quel tratto c'&#232; stato un anno in cui i lavori costringevano le auto ad un zig-zag degno di una variante da circuito di formula uno. Due corsie decisamente strette e, sulla destra frequentate da autocarri di tutte le stazze e lunghezze, aggiravano i lavori, separate in senso contrario da un basso guard rail di metallo con dei rifrangenti sopra equidistanti tra loro. Un cartello 500 metri prima del restringimento e della &quot;variante Ascari&quot; indicava l'obbligo degli 80!
Allora significa che questi Austriaci sono pi&#249; bravi di noi alla guida (il che potrebbe anche essere)!!! Oppure significa che, calcolata la larghezza e la difficolt&#224; e il traffico e la pendenza e vattelappesca chiss&#224; cos'altro, hanno deciso che la velocit&#224; pi&#249; sicura per percorrere quel tratto sarebbe stata di 80 chilometri all'ora?&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Penso ci sia dell'altro e che risieda, non nella cultura o rispetto civico di un popolo, ma nella gestione marketing di un paese. Gestione che, se cos&#236; fatta, porta i &quot;consumatori&quot; (quelli che tutti noi chiamiamo comunemente cittadini) ad incappare in un imbroglio invece che nella fruizione di un servizio.
Infatti, se pensiamo allo Stato come ad un sistema azienda da gestire, con le su problematiche economiche, gestionali, commerciali, ecc., non possiamo pensare di proporre delle azioni simili a quelle che vi ho poco sopra citato. Ci&#242; comporterebbe una perdita di fiducia da parte del consumatore nella marca (Stato), e quindi anche una perdita di fatturato oltre che, cosa molto pi&#249; importante (e che garantisce anche di conseguenza il fatturato) di valore della marca.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In pratica c'&#232; una linea gialla, una voce che ti avvisa di una cosa ovvia e impossibile da mettere in atto, o un limite pericoloso e assurdo solo per non risarcirti dei danni nel caso tu, distrattamente o per cause terze incorra in un incidente in tali situazioni. Se fai un incidente in zona lavori sicuramente sarai andato oltre il limite e quindi sono affari tuoi o della tua o della controparte assicurazione. Se ti prende sotto un treno in stazione, devi proprio svegliarti e in ogni caso nessuno di Trenitalia tirer&#224; fuori un soldo.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Chiudiamo con Venezia e il Supermercato.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;A Venezia non ci sono corrimani o balaustre che ti impediscono di finire nel canale, non dappertutto, comunque solo in rari casi. Qualche turista c'&#232; finito dentro, ma pensare di denunciare il Comune perch&#233; non mi ha avvisato che c'era il canale e che ci sarei potuto finire dentro, non ne ho mai sentito parlare, almeno non sui giornali, come invece &#232; capitato per alcune questioni con le Autostrade Spa. Anche nel caso dell'acqua alta (fenomeno che rende ancor pi&#249; affascinante Venezia), nessun microfono ti avvisa in Piazza San Marco di stare attento a non finire dentro alla laguna. La vedi e basta e se ci vai dentro devi proprio svegliarti fuori.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel Supermercato quel cartello solleva s&#236; la Direzione da eventuali scivoloni delle persone (almeno in parte), ma almeno sottolinea che qualcuno ha lavato per terra. Anche in questo caso penso che tutti stiano davvero attenti. Ho visto scene di vecchiette che giravano al largo dalla zona umida, una, davvero originale, che si &#232; piegata a toccare con la mano il pavimento, per accertarsi personalmente dello stato d'umidit&#224; presente (e non penso sia stata una candid camera!).&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ecco come il marketing o un'idea pu&#242; essere usata contro di noi. Ma questo modo di agire non premia nessuno soprattutto se, pensando come un'azienda, vogliamo che questa dia dei benefici ai clienti e, di conseguenza, alle proprie casse.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Chi primo rischia &#232; a met&#224; dell'opera.</title>
		<link>http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?article75</link>
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		<dc:date>2009-06-15T07:05:32Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Mario Innocente</dc:creator>

<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique11">&gt; MARKETING AND MORE</category>


		<description>E aggiungo: chi rischia bene.
Questa &#232; una condizione importante, basilare, che spesso mi ritrovo a sottolineare. Occorre un progetto, fatto di valutazioni, di verifiche, di dati, di ricerche e di test di prova.
Per&#242; chi non rischia almeno un po' non combina niente o gran poco. Cos&#236; come chi non riesce a mettersi in gioco, cos&#236; chi non considera di rischiare, difficilmente riuscir&#224; nelle sue imprese. Anche lo scalatore pi&#249; esperto nell'affrontare una cima importante corre i suoi rischi, per&#242; per mesi si prepara, studia ogni dettaglio, cercando di non farsi sfuggire nulla. Dall'attrezzatura al percorso, dall'alimentazione alla strumentazione. E poi si allena e si prepara fisicamente, si concentra e si dedica ad un progetto, quello di scalare la montagna.

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		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;E aggiungo: chi rischia bene.
Questa &#232; una condizione importante, basilare, che spesso mi ritrovo a sottolineare. Occorre un progetto, fatto di valutazioni, di verifiche, di dati, di ricerche e di test di prova.
Per&#242; chi non rischia almeno un po' non combina niente o gran poco. Cos&#236; come chi non riesce a mettersi in gioco, cos&#236; chi non considera di rischiare, difficilmente riuscir&#224; nelle sue imprese. Anche lo scalatore pi&#249; esperto nell'affrontare una cima importante corre i suoi rischi, per&#242; per mesi si prepara, studia ogni dettaglio, cercando di non farsi sfuggire nulla. Dall'attrezzatura al percorso, dall'alimentazione alla strumentazione. E poi si allena e si prepara fisicamente, si concentra e si dedica ad un progetto, quello di scalare la montagna.
Ci&#242; non toglie che poi pu&#242; capitare che, sebbene il viaggio sia attentamente studiato e pianificato in ogni dettaglio, l'imprevisto sia sempre dietro l'angolo. E anche di questo bisogna tener conto. Quindi calcolare il rischio, ma tenere in considerazione quello che non riusciamo a prevedere.
Mi ricordo un passaggio di Jurassic Park, ricordate, il film di fantascienza del 1993 diretto da Steven Spielberg basato sull'omonimo libro scritto da Michael Crichton, in cui il dottor Malcolm, un matematico esperto nella teoria del caos, interpretato da Jeff Goldblum, parlando appunto dell'imprevedibilit&#224; delle cose, faceva scendere una goccia d'acqua sul dorso della sua mano, chiedendo alle altre persone intorno a lui se sarebbero riuscite a prevedere da che parte queste gocce sarebbero cadute. Come potete immaginare e se volete potete anche fare l'esperimento, stabilirlo &#232; impossibile, anche se si dovessero considerare le variabili date dalla pelle, dall'umidit&#224; nell'aria, dalla temperatura delle gocce d'acqua eccetera. Proprio per questo motivo, anche se consideriamo ogni dettaglio nella costruzione della strategia, dobbiamo tenere conto di due fattori dominanti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il primo fattore &#232; il rischio. E come tale anche il rischio &#232; imprevedibilit&#224;. Ma cerchiamo di vedere le possibilit&#224; che mettersi in gioco ed agire, ci possono dare. Di certo star fermi ha meno rischi (contrariamente a ci&#242; che si potrebbe pensare anche l'immobilit&#224; non ne &#232; immune), ma porta a non ottenere nulla. Quindi agire potrebbe solo portarci a fare delle cose e per questo la vedo come cosa positiva. Anche se a volte nella nostra esistenza c'&#232; capitato di pensare che se non avessimo agito non sarebbe capitata quella o quell'altra cosa, muoversi &#232; un fattore imprescindibile della vita. Tutto intorno si muove, bene o male, quindi non vedo perch&#233; non lo dovremmo fare anche noi.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il secondo fattore, legato a doppio filo con l'agire e con il rischiare &#232; l'imprevedibilit&#224;. Che potremmo per&#242; affrontare non cercando di controllarla o di &quot;prevederla&quot; ma bens&#236; tenendo solo conto che esiste e che potrebbero verificarsi dei fatti inaspettati. L'imprevedibilit&#224; ci mette per&#242; a riparo dal fare le cose in modo avventato o con troppa sicurezza o, peggio ancora, senza un minimo di progetto. Riprendendo l'esempio dello scalatore fatto all'inizio, se questo scalasse la montagna senza un progetto, sarebbe un pazzo. Le probabilit&#224; di uscirne vivo sarebbero minime, a meno che non si tratti di una scampagnata in un sentiero della domenica. Cos&#236; come, se fosse troppo sicuro di s&#233;, affronterebbe la scalata pensando che l'imprevedibilit&#224; non &#232; cosa che lo riguarda. Sentirsi super uomini, o super donne, porta forse agli stessi rischi dell'impreparazione.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Fatto sta che comunque chi non rischia, ha poche possibilit&#224; di costruire qualcosa. L'imprenditoria &#232; rischio continuo e chi (e la storia industriale lo ha dimostrato) ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, con un piano preciso, con una strategia, trovando gli strumenti adatti ed allenandosi al peggio o all'imprevedibilit&#224;, &#232; stato in grado di dar vita a bellissimi progetti.
Anche nella giungla (ed &#232; la metafora perfetta per la societ&#224; in cui viviamo), nel buio pi&#249; profondo, l&#236; dove entra un flebile raggio di luce, germogliano e crescono migliaia di piante di specie diverse, ad una velocit&#224; incredibile. La giungla &#232; un luogo molto fertile e tutto si muove... anche nella giungla.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>



	<item>
		<title>Quando si parla di internet 2.1 ecc.</title>
		<link>http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?article72</link>
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		<dc:date>2009-06-12T15:30:56Z</dc:date>
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		<dc:creator>Mario Innocente</dc:creator>

<category domain="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique12">&gt; INTERNET 2.ECC</category>


		<description>Da diversi mesi ormai, sto studiando dall'interno il fenomeno Facebook, che sta spopolando nel nostro paese e la cui curva ascendente sembra non fermarsi, anche dopo la promozione di altri social network simili, anche pi&#249; avanzati.
Dentro chi c'&#232; o c'&#232; stato, ne vede di tutti i colori. Cose che a pensarci fanno accaponare la pelle. Si vedono situazioni al confine del surreale, scene che se le vedessero i marziani, allora avremmo finalmente capito perch&#233; son cos&#236; diminuiti gli avvistamenti nell'area 51 negli Stati Uniti.

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&lt;a href="http://www.talentoabc.com/spip/spip.php?rubrique12" rel="directory"&gt;&gt; INTERNET 2.ECC&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.talentoabc.com/spip/IMG/arton72.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;267&quot; class=&quot;spip_logos&quot; /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Da diversi mesi ormai, sto studiando dall'interno il fenomeno Facebook, che sta spopolando nel nostro paese e la cui curva ascendente sembra non fermarsi, anche dopo la promozione di altri social network simili, anche pi&#249; avanzati.
Dentro chi c'&#232; o c'&#232; stato, ne vede di tutti i colori. Cose che a pensarci fanno accaponare la pelle. Si vedono situazioni al confine del surreale, scene che se le vedessero i marziani, allora avremmo finalmente capito perch&#233; son cos&#236; diminuiti gli avvistamenti nell'area 51 negli Stati Uniti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ci sono, per esempio, coppie di conviventi, che si scambiano le foto (album fotografici) nelle loro rispettive bacheche. Incredibilmente direi, visto che la sera si vedranno sicuramente a casa.
Se poi uno fa un giro alla ricerca soprattutto di un amico e digita un nome a caso (per esempio Marco), pu&#242; vedere una serie infinita di torsi nudi con pettorali esposti. Nel caso degli uomini appunto, questo supera di gran lunga i bichini femminili anche se, nel caso delle donne, si possono incontrare una sfilza di immagini con pose ammiccanti o provocatorie oppure, cosa pi&#249; carina, false.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Infatti alcune volte capita che la foto che sono on-line nel profilo non siano proprio il ritratto della persona in questione. Se poi, andando a curiosare, si vede che nel profilo non ci sono fotografie, allora il sospetto diventa certezza.
Facebook &#232; davvero un fenomeno, come hanno detto i giornali, ma lo &#232; di pi&#249; in senso negativo che come social network.
Un social network ha infatti come mission quella di creare relazioni sociali (d'altronde lo dice il nome stesso), di fare in modo che le persone si conoscano o si ritrovino o abbiano la possibilit&#224; di comunicare anche stando in paesi molto distanti. Questo in parte accade anche su Facebook, ma viene meno la parte pi&#249; importante, ovvero quella di avere la possibilit&#224; di creare relazioni sane, di incontrarsi o rivedersi dopo tanto tempo. Inoltre penso che comunque ci siano possibilit&#224; di comunicare con persone distanti o ritrovate, senza per forza rendere questa comunicazione pubblica, oppure senza mettere in vista e a tutti, gli altri amici (magari quelli veri). Se pensiamo alle possibilit&#224; di Skype, per fare un esempio, allora ci accorgiamo che Facebook non &#232; altro che una vetrina, il modo per diventare tutti e tutte delle veline, o per sentirsi all'interno di un grande enorme fratello internazionale, dove &quot;tutti&quot; sanno i cazzi di &quot;tutti&quot;. Terribile!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Leggendo l'ultimo WIRED trovo, a supporto della mia teoria disfattista in merito di Facebook, una visione tecnica del &quot;mezzo&quot;. Luca Sofri, parlando nel suo articolo dei &quot;nativi digitali&quot;, ci fa notare come e cito le sue parole &quot;Chi accede alla rete da Facebook non ha bisogno di conoscere i meccanismi con cui la rete funziona o di essere appassionato dell'informazione e delle cose del mondo. Ci trova quelle cose che lo interessano e che conosce. Giovanni Boccia Artieri, studioso della comunicazione, ha individuato nel successo di Facebook &#8216;l'ascesa della borghesia' in rete. E questo non solo significa che i meccanismi della rete coinvolgono sempre pi&#249; persone che prima ne erano estranee, ma ha anche un effetto opposto. Internet si &#8216;normalizza'. Viene ricolonizzata dal mondo di di prima. I suoi abitanti, meno coraggiosi e attrezzati, vi costruiscono i modelli familiari. Il successo di Facebook &#232; un successo di funzioni semplici e tradizionali...&quot;
Una visione precisa trasversale su internet, le giovani generazioni, quelle &quot;di mezzo&quot; (come la mia) e i social network e l'importanza che sembrano rivestire nella nostra societ&#224;. Facebook non ha niente di internet, della tecnologia che si pu&#242; trovare altrove, anche solo in qualche nuovo social network, non ha niente di dinamico, cosa ancora pi&#249; evidente. Citando la questione dei nodi espressa in un altro post di pochi giorni fa, sembra che questo cos&#236; utilizzato network, non si possa vantare di tale appellativo. Non &#232; di fatto un network, ma piuttosto, come ho dichiarato prima, una vetrina. Riuscire a trovare persone in internet non &#232; fare network, ma si vive una situazione statica, nessuna connessione, sembra infatti che chi abbia studiato Facebook, si sia preoccupato di ingabbiare gli utenti. Oltre che non dando (fino a poco tempo fa), la possibilit&#224; di cancellare il proprio profilo, anche relegandoli in quel &quot;mondo&quot;, impedendo ogni relazione con l'internet esterno, con il mondo di milioni di host che attendono solo di essere visitati. Non solo, tra questi altre migliaia di network con i quali avere la possibilit&#224; di creare relazioni.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Ma non dimentichiamoci che anche Facebook &#232; soggetto alle logiche del mercato e del denaro. Mark Zuckerberg suo fondatore &#232; stato considerato dalla rivista Forbes, il pi&#249; giovane miliardario del mondo. Ok, niente da dire &#232; il solito testone americano che, grazie anche alla lungimiranza che spesso si respira negli States, ha potuto realizzare il suo progetto, ma c'&#232; anche da dire che si &#232; basato su alcune leve psicologiche che, ancor pi&#249; nel nostro paese, hanno fatto si che il suo &quot;social&quot; network avesse un grande successo.
Che poi l'ha chiamato face-book, il libro delle facce e questo &#232; adesso. Non un mezzo di comunicazione, ma un modo per alcune persone, per non sentirsi soli, per vedersi desiderati, per vivere di ricordi, per dimenticarsi, addormentandosi, di come le tecnologie vanno avanti e ci permettono di comunicare veramente e non solo in modo fittizio e falso.
Tanto di cappello Mark, alla tua idea imprenditoriale e tanto di cappello a tutti coloro che ci passano bel 32 minuti ogni giorno. Tanto di cappello.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Anche le aziende hanno preso di mira questo &quot;bacino&quot; di persone e a ragione. S&#236; perch&#233; si possono fare azioni su target ben precisi. E non esiste solo Facebook, ma social pi&#249; giovani, che hanno di lunga sorpassato il concetto antiquato di forum o blog, seppure gli ultimi (molti) siano pregevoli per la qualit&#224; dell'informazione. Cos&#236; si sviluppano societ&#224; (in Italia in ritardo rispetto ad altri paesi) che operano in questo senso utilizzando network di persone istruite ed esperte. Una sorta di call center da casa e da diversi posti nel mondo. E c'&#232; da guadagnare, ancor di pi&#249; c'&#232; da guadagnare in qualit&#224;, se prendiamo in considerazione seriamente l'idea di farlo con un progetto, con una strategia e non a caso o a intuito, tanto pi&#249; on-line, dove le risposte e la velocit&#224; di trasmissione della comunicazione &#232; altissima e dove &#232; facile aver successo, cos&#236; come essere seppelliti.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Scusate, una lunga digressione, ma non sar&#224; la prima (poveri voi), l'argomento social in generale &#232; da osservare e di utilit&#224; soprattutto per chi opera nella comunicazione e nel marketing come me. C'&#232; anche da divertirsi. E a questo proposito vorrei salutare, e ringraziare, una persona, una ragazza, che non ho mai conosciuto di persona ma che mi ha dato la sua &quot;amicizia&quot; su Facebook, cos&#236; come ad altri 1105 uomini, e che ci solletica con le sue continue pubblicazioni on-line di album fotografici caratterizzati dalla stessa... identica... imbalsamata espressione! Grazie!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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